di Lorenzo Ercoli
- 05 August 2020

Niente selfie, autografi e cene fuori: i protocolli dell'ITF per giocatori ed organizzatori

L’ITF ha evaso i protocolli di sicurezza rivolti a giocatori ed organizzatori di tornei. Gli Slam tuttavia avranno protocolli personalizzati

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Con l’obiettivo di garantire un ritorno in campo il più sicuro possibile, l’ITF ha evaso i protocolli di sicurezza rivolti a giocatori ed organizzatori di tornei. Queste misure saranno valide in tornei e circuiti di proprietà dell’ITF: Coppa Davis, Fed Cup, competizioni junior a squadre, World Tennis Tour Mens, Womens e Juniors, Beach Tennis, Seniors and Wheelchair tennis (sono esclusi gli slam). Il ritorno dei tornei Futures è previsto per la settimana del 17 agosto, quattro i tornei in programma, due maschili e due femminili. Secondo le linee guida di ITF, ci sono tre criteri fondamentali per poter organizzare un torneo: 1) La legislazione della nazione deve consentire lo svolgimento di eventi tennistici, 2) I confini del paese devono essere aperti e consentire l’ingresso ad un numero ragionevole di nazioni, 3) Gli organizzatori della manifestazione devono adempiere agli standard di sicurezza imposti da ITF.

Il protocollo mandato agli organizzatori non vieta la presenza di pubblico, ma raccomanda una netta separazione tra giocatori/addetti ai lavori e spettatori, cosa che non tutti gli eventi possono garantire. Molte delle misure intimate abbiamo già avuto modo di vederle messe in pratica al Palermo Ladies Open, evento che ha riaperto le danze del tennis internazionale. Un esempio è la nomina di un ufficiale di gara che si dedichi a tutte le questioni riguardanti il Covid-19. Gli organizzatori sono anche chiamati a cercare un’assicurazione che possa coprire la manifestazione in caso di cancellazione e alla cooperazione con le autorità competenti per evitare o ridurre al minimo il periodo di quarantena agli atleti ai quali è imposta per legge.

Per accedere sul sito di gara tutti i giocatori dovranno compilare un'autocertificazione e sottoporsi alla misurazione della temperatura. Per 21 giorni dopo la conclusione del torneo, l’organizzazione deve restare in contatto con tutti i giocatori e mandare una notifica qualora uno di loro dovesse essere stato in contatto con un positivo. In diverse voci è poi chiesto il rispetto della distanza di sicurezza, negli spogliatoi, nelle aree comuni e nei rapporti con il personale del club.

I circoli dovranno mettere a disposizioni spazi sufficienti, una volta fatto spetterà ai giocatori osservare il rispetto delle regole di distanziamento da colleghi ed addetti ai lavori. Anche il protocollo rivolto ai tennisti però dà delucidazioni sul comportamento da adottare ancora prima dell’inizio della manifestazione. Gli atleti che nei sette giorni precedenti al torneo avranno contratto il virus o avranno riportato un sintomo collegato, non saranno autorizzati a partire, lo stesso vale per coloro che nei quattordici giorni precedenti saranno stati a contatto con un positivo. Prima del torneo viene anche chiesto di consultare un medico e rivedere i termini della propria assicurazione.

Durante la manifestazione, ITF intima ai tennisti di ridurre il tempo passato nelle aree di accesso pubblico, sono dunque sconsigliate cene fuori e l’utilizzo dei mezzi pubblici. La maschera sarà obbligatoria in tutti i luoghi chiusi, durante i controlli antidoping ed i medical time-out. Ogni giorno andrà compilato il modulo di autocertificazione per accedere al sito di gara, lo stesso dovrà fare chi lo accompagna, il numero di accompagnatori è limitato ad uno. In campo ai giocatori dovranno evitare contatti, nelle fasi di cambio campo e non dovranno stringersi la mano a fine match. I raccattapalle non porteranno asciugamani, non terranno ombrelloni e non offriranno altri servizi ai giocatori. La distanza tra giudice di sedia e giocatori deve essere di almeno due metri. Vietati anche selfie, autografi e lancio di asciugamani, polsini ed altri oggetti a fine match.

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