di Lorenzo Ercoli
- 11 August 2020

Slitta la riforma dello sport, Pepe Rigamonti: "Bozza illogica. A nessuno interessa dei maestri"

Slitta la riforma dello sport, ma come spiega Pepe Rigamonti non è necessariamente un male

Slitta la riforma dello sport, la bozza del Testo Unico per lo sport che Vincenzo Spadafora avrebbe dovuto presentare al Consiglio dei ministri è decaduta rinviando ulteriormente il processo. Questo mette in ulteriore stand-by la regolamentazione della professione di maestro ed istruttore, ma non è necessariamente un male come spiega Pepe Rigamonti, maestro che si occupa di tennis management e corsi di formazione professionale per PTR: Fortunatamente la bozza è decaduta, era piena di cose illogiche. Questo discorso andrà avanti per molto tempo e con l’eventuale addio di Spadafora tutto si protrarrebbe ulteriormente, ma potrebbe essere un bene perché ci sarebbe il tempo per fare delle scelte sensate”. Espone il suo parere Pepe che al pericolo sventato non risparmia una critica per chi non ha reagito alla bozza: Sono rimasto stupito che la federazione e gli enti sportivi non abbiano fatto nulla per creare delle linee guida da proporre al Ministero. La cosa ancora più assurda è che dopo la bozza, solo la UISP si sia preoccupata di fare qualcosa, anche se nessuno ha messo realmente qualcosa nel piatto”.

Sembra che dei maestri di tennis non freghi niente a nessuno e mi dispiace - prosegue Rigamonti che non risparmia il suo ente di affiliazione in questo caso - Noi paghiamo affiliazioni, tessere e tesserini, ma poi cosa abbiamo in cambio?”. Tornando alla riforma, il maestro PTR intima la necessità di modifiche chiare e sensate: “C’è la necessità di un nuova bozza, non bisogna fare una fotocopia di ciò che abbiamo visto. Nella bozza rigettata, eravamo considerati ausiliari sportivi, indicazione sbagliatissima perché noi siamo educatori - puntualizza a ragione Pepe - Inoltre l’attività di istruttore come seconda professione era prevista solo per forze dell’ordine e dipendenti pubblici che potevano essere messi sotto contratto, niente per dipendenti privati. Non si può fare questo tipo di discriminazione”.

Tornando ad un tema toccato qualche settimana fa (LEGGI QUI L’INTERVENTO DI PEPE RIGAMONTI), viene ribadita anche la necessità di una riforma che non riguardi esclusivamente i maestri: La riforma deve essere fatta a 360°. Maestri, associazioni sportive e partecipanti alle associazioni, tutte queste figure devono essere regolamentate. I club non devono essere penalizzati, bisognerebbe partire da detrazioni ed agevolazione, per i circoli, ma anche per chi gioca, per esempio non capisco perché non siano previste nei corsi per adulti - l’interrogativo di Pepe - Ai circoli va data la possibilità di recuperare i nuovi costi che dovranno affrontare, in caso contrario si rischia di tornare al reddito sommerso”. Evidenzia il maestro che va a concludere: “Io, insieme ad Andrea Ciaboco e Fabio Pandolfi dell’associazione Udite Udite ci stiamo impegnando a capire quale possa essere una buona trattativa contrattualistica, però noi siamo privati, speriamo che federazione ed enti si interessino presto all’argomento”.

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