di Valerio Carriero
- 05 October 2020

Sinner, l'esperto degli esordi: ora il primo test contro uno dei Big Three

Sul rosso Jannik non ha mai steccato una 'prima volta' e la sua cavalcata ha già assunto contorni storici. Ora c'è Nadal, con cui si è già allenato in un paio di occasioni

Foto Ray Giubilo 

Tre indizi fanno una prova: Jannik Sinner non ha affatto paura degli esordi e delle nuove sfide. Sul rosso, il classe 2001 non ha sbagliato alcuna 'prima volta'. Nella passata stagione a Budapest, reduce dal sorprendente titolo nel Challenger di Bergamo e dopo aver superato le qualificazioni nel torneo ungherese, non ha steccato alla prima in un main draw Atp contro Valkusz. Un mese dopo, agli Internazionali BNL d'Italia è arrivato il primo sigillo in un Masters 1000 contro il più esperto Johnson tra gli applausi di un Centrale euforico. E ora Parigi, dove il suo esordio sta assumendo contorni storici per il tennis azzurro e per le statistiche, scomodando paragoni ingombranti. A partire da Rafael Nadal, uno che i record in Francia li ha sbriciolati praticamente tutti, il prossimo avversario dell'altoatesino. Mentre Panatta e Bertolucci disquisiscono con fiducia delle possibilità di far partita pari, Jannik ha sostanzialmente ripercorso il primo Roland Garros del maiorchino nel 2005, l'ultimo a spingersi (almeno) sino ai quarti di finale al primo gettone. Non solo, Sinner - come Rafa - ha ceduto un solo set (negli ottavi) lungo il suo cammino. Nel caso in cui non bastasse per sottolineare la portata del traguardo raggiunto, con i suoi 19 anni e 56 giorni sulla carta d'identità è inoltre il più giovane italiano di sempre tra i migliori otto in uno Slam e il primo della generazione dei classe 2000 a livello globale.

Già sicuro di irrompere in top-50 dal prossimo lunedì (raggiungendo Berrettini, Fognini e Sonego) e dopo aver colto la terza vittoria su un giocatore tra i primi 10 del ranking, per Sinner c'è anche la chance di misurarsi per la prima volta contro uno dei Big Three. Con Rafa ha già avuto la possibilità di allenarsi, prima a Maiorca e poi a Roma, e coach Piatti è in continuo contatto con Moya per favorire la crescita del suo pupillo sotto l'ala dello spagnolo. Ma in un match con una posta in palio così elevata e in un evento del genere, Jannik comprende bene l'importanza di rimanere attaccato su ogni punto. "Mi aspetto una bella partita, conosco che tipo di palla mi arriverà e sono contento di affrontarlo in un torneo - ha detto in conferenza dopo il successo su Zverev - Sarò pronto a combattere, vedremo cosa succederà". Lo stesso Nadal prende con le pinze l'azzurrino e certifica lo status di predestinato: "Sinner è giovane e ha un futuro luminoso davanti a sé, ha un buon atteggiamento in campo e gestisce con sicurezza i punti - l'elogio del numero 19 volte campione Slam - Avrò bisogno del mio miglior tennis, ha battuto uno dei migliori al mondo come Sascha, reduce da una finale Slam". Un attestato di stima che non può non riempire d'orgoglio Sinner, pronto ad apprendere - a prescindere dal risultato - nuovi feedback da una delle sfide più dure di questo sport, contro il marziano Rafa nel suo giardino preferito.

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