Lorenzo Cazzaniga - 31 gennaio 2019

PARITÀ DEI SESSI. MA CON UN PREZZO DA PAGARE

I tornei dello Slam offrono lo stesso montepremi per singolare maschile e femminile, ma i prezzi dei biglietti per le sessioni maschili sono ben più alti, a dimostrazione che il tennis maschile ha ben altro appeal. E così le rivendicazioni femminili assumono un aspetto ben diverso da quello che qualcuno vorrebbe far credere. Ma i Major si adeguano…

I tornei del Grand Sam producono un fatturato molto significativo (pur non avendo dati ufficiali, per Wimbledon Companies House parla di revenue pari a 289 milioni di dollari nel 2017, cifra che sale a 335 milioni per lo US Open) e quindi non hanno particolari problemi ad alzare ogni anno il loro montepremi. Da diversi anni, tabelloni maschili e femminili prevedono lo stesso prize money, una scelta discutibile, dettata da un altrettanto discutibile politically correct, divenuta ormai prassi, soprattutto negli States e nei paesi anglosassoni. Pare infatti illogico che i due eventi debbano offrire lo stesso guadagno a prescindere, senza considerare l’appeal che generano. E quindi, fosse il caso, che le giocatrici possano arrivare a percepire premi maggiori. L’errore è proprio quello di non utilizzare un criterio meritocratico. In questo periodo storico, è indubbio che il tennis maschile abbia un seguito maggiore ma gli organizzatori preferiscono cedere qualche decina di migliaia di dollari pur di non ritrovarsi davanti ai cancelli una manifestazione di qualche associazione femminista.

Tuttavia, vi è un dato che stabilisce come il tennis maschile crei un maggior indotto ed è il prezzo dei biglietti. Vi sono infatti giornate in cui si disputano solo match femminili nei campi più importanti e il prezzo di biglietti cala notevolmente. All’ultimo Australian Open, un ticket premium per la finale Osaka-Kvitova costava 600 dollari australiani; per Djokovic-Nadal, 900, il 50% in più. E il sold out c’era per la finale maschile. A Roland Garros, la differenza sarà ancora più marcata. L’ingresso per giovedì 6 giugno, quando si disputeranno le due semifinali femminili, costerà 120 euro; il giorno dopo, per quelle maschili, 150 euro per ciascuna semifinale, 300 per entrambe. A Wimbledon, la finale femminile costa 185 sterline, quella maschile 225. Non sono ancora disponibili io prezzi dello US Open ma è probabile che seguano lo stesso andamento.

Non sarebbe quindi scandaloso che in futuro si crei una differenza di prize money, a favore di chi produce maggiori benefici. Questo si chiama parità di diritti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA