Redazione - 08 marzo 2020

Luca Nardi, primo sigillo nel tennis dei grandi

Il talento marchigiano ha ottenuto il suo primo titolo Itf a Sharm El Sheikh, estromettendo in finale il 39enne ceco Jaroslav Pospisil

Foto Roberto dell’Olivo

Primo squillo a livello di Pro per Luca Nardi. Il tennista di Pesaro, ad appena 16 anni, ha conquistato il torneo Itf di Sharm El Sheikh, al termine di un percorso che dalla prossima settimana lo proietterà per la prima volta nei primi 1000 giocatori del mondo. Nell’ultimo atto del torneo egiziano, il tennista marchigiano ha avuto la meglio in un vero e proprio scontro generazionale del 39enne ceco Jaroslav Pospisil, estromesso dopo una battaglia estenuante col punteggio 5-7 6-4 7-6. Sono state necessarie quasi tre ore di gioco all’azzurrino per affermarsi per la prima volta nel tennis dei grandi, lui che attualmente ricopre il 53esimo gradino del ranking juniores. Nonostante la precoce età, Luca ha già dimostrato di avere grandi doti: l’anno scorso a Santa Margherita di Pula ha avuto la meglio di Lorenzo Musetti, in un match che ha messo in risalto tutte le sue qualità. Nonostante qualche acciacco fisico che ne hanno limitato la continuità di rendimento, Nardi ha raggiunto nella stagione precedente anche i quarti di finale del Futures di Sassuolo, alternando anche ottimi risultati a livello Juniores: “L’infortunio ha mandato in aria parte dei piani che avevo per la stagione precedente - aveva dichiarato il talento italiano - volevo concentrarmi sui tornei junior nella prima parte e poi provare a giocare al piano superiore. Purtroppo sono stato fermo quattro mesi per via di una serie di problemi alla schiena”. Un rientro che non è stato forzato e che sta dando ora i suoi primi frutti. Non a caso il 2020, dopo il secondo turno agli Australian Open giovanili, è iniziato alla grande con una buona prova, nonostante la sconfitta, nel Challenger di Bergamo nel quale ha usufruito di una wild card. Con l’affermazione in terra egiziana, in un torneo organizzato su cemento outdoor, Nardi conferma le sue attitudine offensive che ben si sposano con il tennis moderno: “Mi piace giocare un tennis aggressivo, cerco spesso di chiudere in quattro colpi e prendo volentieri la via della rete. Per questo il cemento è la superficie dove mi esprimo al meglio. Negli ultimi tempi però sono migliorato sul piano atletico quindi non ho difficoltà a reggere scambi prolungati anche se continuo a preferire punti rapidi”. L’augurio è che quello conquistato in Egitto sia solo il primo di una lunga serie, per un giocatore talentuoso e con la testa sulle spalle. Il futuro è certamente dalla sua.

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