di Lorenzo Ercoli - 01 aprile 2020

Federer perde sei mesi di tennis, ma salva la classifica

Con l'imminente cancellazione di Wimbledon cosa cambierà per Roger Federer? Lo slittamento del rientro potrebbe essere un problema?

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Foto Ray Giubilo

Dopo aver salutato lo swing americano e la stagione su terra, sembra essere imminente anche la cancellazione di Wimbledon e quanto meno il rinvio degli altri tornei su erba. L'ATP ad oggi infatti ci tiene a precisare che le manifestazioni sono state sospese e non annullate, anche se definire una data per la ripresa ad oggi è impossibile. I piani dei giocatori sono ormai scombussolati e prima del rientro di fatto dovranno di fatto fare una nuova preparazione per poi ripartire a mille senza interruzione. Alla prima sospensione certo di guadagnarci in ogni caso era Roger Federer, i 2710 punti che avrebbe perso nei mesi a seguire sono stati congelati. Se l’interruzione da marzo a giugno era tutto di guadagnato, l’aggiunta di Wimbledon ai tornei sospesi/cancellati come cambia le prospettive dello svizzero?

Messo da parte il dispiacere comune dei tennisti per non poter disputare la nuova edizione dei Championship, un ragioniere direbbe a Roger che tutto sommato non è andata così male. Rientrare a freddo per difendere il successo di Halle e la finale di Wimbledon non sarebbe un compito facile, specialmente perché anche i rivali avrebbero messo da marzo la stagione sull'erba nel mirino. Se la ripresa dovesse slittare ulteriormente, in chiave ranking il basilese non rischierebbe punti importanti e terrebbe una posizione in quota che alla ripresa gli eviterà incroci con Nadal, Djokovic e Thiem prima della semifinale. Questo discorso non perde validità se si dovessero disputare alcuni dei tornei sospesi prima di Parigi dato che in circostanze normali Roger non avrebbe neanche avuto la chance di difendere il proprio bottino.

In chiave slam, ha invece poco senso dibattere se questa sarebbe stata o meno l'ultima chance di Federer per primeggiare ai Championship, ricordando che ogni volta che ci si è posti questa domanda in passato la risposta è stata un no secco. Per come è iniziato il 2020 è certo non sarebbe stato il favorito ed è difficile parlare di occasione persa per un allungo provvisorio in chiave slam con Nadal e Djokovic che sul lungo termine sembrano destinati al sorpasso. Non ci sono dubbi che Roger voglia conquistare in campo i suoi successi, ma anche con l'eventuale cancellazione di Wimbledon salverebbe la classifica e con l'anno olimpico spostato al 2021 non è cosa da poco.

Foto Ray Giubilo

Nel tennis è difficile pensare in termini di quadriennio olimpico, ma nel caso del campione svizzero non è un mistero che l’Olimpiade di Tokyo fosse un checkpoint. Nonostante l'estate 2020 non assegnerà medaglie d'oro, Federer in parte ha già superato l'esame presentandosi competitivo quattro anni dopo il forfait di Rio. Ad oggi per i tanti funerali sportivi celebrati ci sono state altrettante smentite, quando è rientrato Roger è sempre tornato in cima con i suoi pari rango. La partecipazione all’Olimpiade 2021 non è da mettere in dubbio perché è ancora un uomo di vertice e se scende in campo lo fa per vincere; il campanello d'allarme potrà scattare solo quando perderà sensibilmente contatto da Rafa e Nole. Rientrare dopo l’operazione al ginocchio destro di certo non sarà facile e l’incognita si amplifica man mano che lo stop si prolunga. Questo l'unico dubbio rimasto per capire a cosa attribuire le difficoltà nei match australiani con Sandgren e Millman.

Prima della ripresa non ci sono particolari motivi per essere preoccupati ed è della stessa opinione John McEnroe: "Con Roger mi pongo la stessa domanda che mi faccio con Tom Brady nel football americano. È incredibile quello che questi due personaggi stiano facendo nei loro rispettivi sport alla loro età - ha detto recentemente l'americano - Come fanno? Ammiro vedere Brady migliorare con il passare degli anni ed essere superiore ai giovani giocatori, lo stesso vale per Federer, ha 38 anni e gioca ancora come un angelo. Ovviamente non avrà più il fisico di prima, ma continua ad arrivare nei grandi tornei e sono sicuro che quando tornerà dall'infortunio lo farà alla grande, ottenendo buoni risultati"

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