Redazione - 09 febbraio 2019

BERRETTINI FUORI A SOFIA, AZZURRE SOTTO 2 A 0 IN FED CUP CONTRO LA SVIZZERA

Matteo Berrettini soffre un po’ di stanchezza dopo le lunghe battaglie dei giorni scorsi e cede al terzo set. Male Camila Giorgi: l’Italia di Fed Cup è sotto due a zero contro la Svizzera
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  • 1/7 Camila Giorgi

    L’impegno di semifinale di Matteo Berrettini contro Marton Fucsovics nell’ATP di Sofia era il più semplice degli ultimi turni, ma solo sulla carta. Ventisei anni, ungherese, sguardo e fisico da Ivan Drago, è numero 47 del ranking ATP ma in buona giornata vale decisamente di più, come si ricorderà Novak Djokovic che ha rischiato di finirci sotto allo scorso US Open. Questa volta Berrettini ha fatto gara di testa: dopo aver annullato un paio di situazioni delicate, ha strappato il servizio nell’undicesimo game del primo set e non ha sfruttato una palla break nel secondo che avrebbe potuto essere decisiva. Nel dodicesimo game del secondo parziale, la prima di servizio l0han abbandonato e Fucsovics ha chiuso con una bella risposta di dritto vincente.

    Sullo slancio, l’ungherese ha preso un break di vantaggio in avvio di terzo set e soprattutto ha mostrato di avere più benzina. Berrettini ha accusato le fatiche dei tre set contro Khachanov e Verdasco e non è più riuscito a recuperare lo svantaggio, diventando sempre meno aggressivo. Sofia comunque ha regalato la seconda semifinale in carriera e il best ranking, con ingresso nella top 50. Ora avrà una settimana di riposo prima di giocare a Marsiglia e prepararsi alla trasferta americana, con i due Masters 1000. Sarà importante accumulare un po’ di punti, visto che sul rosso potrebbe essere (per il momento) meno performante. In ogni caso, ha detto bene coach Vincenzo Santopadre: «Sarei stato contento anche avesse perso contro Khachanov perché l’atteggiamento è quello giusto. Questi sono solamente tappe di passaggio di un percorso molto più lungo».

    Decisamente più deludente il 2 a 0 che l’Italia sta subendo a Biel contro la Svizzera nel Gruppo II di Fed Cup. Se la sconfitta di Sara Errani contro Belinda Bencic era prevedibile («All’inizio ero molto tesa, poi ho giocato meglio, anche se ho dovuto un po’ snaturare i miei schemi su questa superficie perché non potevo sporcare la palla come vorrei contro una giocatrice così aggressiva e che colpisce sempre da molto vicina la riga» ha detto la Errani, al rientro dopo dieci mesi di squalifica per doping), ci si aspettava che Camila Giorgi potesse farcela contro Viktorija Golubic, numero 101 WTA, che gioca un tennis piacevole, ha un rovescio a una mano delizioso ma con limiti ben precisi, anche dal punto di vista caratteriale (altrimenti, avendo pure due piedi abbastanza rapidi, non ci si spiega come non sia mai entrata nella top 50 mondiale). La Giorgi è partita forte (4-1) ma si è fatta riprendere, perdendo un primo set che stava dominando. Rimesso in piedi il match, la luce si è spenta a inizio terzo set: subito sotto 0-4 e poi 1-5, quando la Golubic ha commesso un doppio fallo chiloetrico a due punti dal match, si è capito che la tensione avrebbe potuto giocarle brutti scherzi. La Giorgi è arrivata fino a due palle per riacciuffarla sul 5 pari; qui, va detto, la Golubic ha servito molto bene, quindi sfruttato sul match point il 53esimo errore gratuito della Giorgi, che obbligherà le azzurre a un mezzo miracolo, come ha sottolineato capitan Tathiana Garbin. Nei tre match che mancano, in due siamo sfavoriti (il singolo della Errani e l’eventuale doppio decisivo).

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